Questo è l’errore più grande nel lavaggio degli asciugamani: così diventano maleodoranti e duri come carta vetrata
Usiamo gli asciugamani ogni giorno, spesso più volte al giorno. È inevitabile che assorbano acqua, sudore, residui di cosmetici e i grassi naturali della pelle. Soprattutto nei mesi invernali, li lasciamo asciugare in bagni poco ventilati, dove spesso non riescono nemmeno ad asciugarsi completamente prima di essere riutilizzati. Come se non bastasse, durante il lavaggio tendiamo a sovraccaricare la lavatrice e ad aggiungere grandi quantità di detersivo e ammorbidente profumato.
Dopo un po’ però ce ne accorgiamo: gli asciugamani diventano rigidi, perdono la loro capacità di assorbire l’acqua e quella sensazione di freschezza svanisce completamente dal tessuto.
L’errore più comune: troppo detersivo e ammorbidente
La maggior parte delle persone commette lo stesso errore: usa troppo detersivo e aggiunge anche l’ammorbidente. Questa combinazione è la causa principale dell’odore di muffa che con il tempo si sviluppa negli asciugamani, oltre a renderli ruvidi al tatto e poco assorbenti.
I residui di detersivo e ammorbidente rivestono le fibre, “soffocando” il tessuto. L’asciugamano non riesce più ad assorbire correttamente l’umidità e tra le fibre si creano le condizioni ideali per la proliferazione dei batteri. È proprio questo che provoca quel tipico odore di cantina umida così sgradevole.
Moderazione e spazio sufficiente nella lavatrice
La cura corretta degli asciugamani parte dalla semplicità. Il cestello della lavatrice dovrebbe essere riempito al massimo per due terzi o tre quarti, in modo che gli asciugamani possano muoversi liberamente e l’acqua raggiunga ogni parte del tessuto.
È meglio utilizzare un buon detersivo, ma in quantità inferiore rispetto a quanto si è abituati. Troppa schiuma e profumo intenso non sono sinonimo di pulito, anzi spesso indicano che il prodotto rimane intrappolato nelle fibre. L’ammorbidente andrebbe evitato del tutto: profuma, sì, ma rende il tessuto rigido e idrorepellente.
Se si desidera comunque un asciugamano più morbido, l’aceto è una soluzione molto più efficace. Basta versarne una piccola quantità nella vaschetta dell’ammorbidente: aiuta a sciogliere i residui di detersivo e ammorbidisce le fibre in modo naturale.
Anche la temperatura di lavaggio fa la differenza
La temperatura influisce molto sull’eliminazione di batteri e cattivi odori. Per un uso normale, 40 °C sono sufficienti. In caso di asciugamani molto utilizzati, dopo lo sport o in presenza di bambini, è consigliabile il lavaggio a 60 °C.
Il programma a 90 °C dovrebbe essere riservato solo a situazioni particolari, come malattie o infezioni fungine. Usarlo regolarmente accorcia inutilmente la vita delle fibre.
È altrettanto importante non lasciare gli asciugamani nella lavatrice una volta terminato il ciclo. Vanno tolti subito, scossi bene e messi ad asciugare. Lasciarli nel cestello umido è una delle principali cause dei cattivi odori, anche negli asciugamani nuovi.
Il metodo di asciugatura è fondamentale
Gli asciugamani dovrebbero essere sempre stesi ben aperti, mai piegati su se stessi. L’asciugatrice può essere di grande aiuto: a bassa temperatura le fibre si rilassano e l’asciugamano risulta più morbido e assorbente.
Bisogna però evitare di asciugarli eccessivamente. Il calore troppo alto spezza le fibre, rendendo il tessuto ruvido e fragile. In assenza dell’asciugatrice, è importante garantire una buona circolazione dell’aria. Evitare di lasciare gli asciugamani costantemente su un portasciugamani in un bagno chiuso e umido; meglio spostarli vicino a una finestra o in un ambiente più ventilato.
Anche la durezza dell’acqua conta
I minerali presenti nell’acqua dura, soprattutto il calcare, si depositano nelle fibre proprio come accade nel bollitore. In questi casi può essere utile un lavaggio “rigenerante”: senza detersivo, usando solo aceto o bicarbonato di sodio, che aiutano a sciogliere i depositi e a restituire morbidezza al tessuto.
Con acqua dura, i detersivi liquidi sono spesso una scelta migliore, perché si sciolgono più facilmente e lasciano meno residui.
La frequenza di lavaggio non è da sottovalutare
Un asciugamano da bagno usato quotidianamente andrebbe lavato dopo tre o quattro utilizzi. Quello per i capelli può durare un po’ di più, mentre gli asciugamani per le mani, utilizzati da tutta la famiglia, richiedono lavaggi più frequenti.
La vecchia convinzione che “ci si asciuga con un corpo pulito” è fuorviante. Il tessuto umido è un ambiente ideale per i batteri, anche se l’asciugamano sembra pulito. Lavaggi regolari e una corretta asciugatura sono il modo più semplice per mantenere gli asciugamani freschi, senza bisogno di profumazioni artificiali.
A prima vista possono sembrare molte regole, ma in realtà si tratta solo di pochi principi di base. Seguendoli, gli asciugamani non svilupperanno cattivi odori, torneranno morbidi e assorbenti, e asciugarsi dopo la doccia non sembrerà più una passata con la carta vetrata.
